Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.

Genesi, 18,3

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CHIESA DOMESTICA

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Alberico Mattiacci (del 14/04/2010 @ 10:29:23, in Papa, linkato 112 volte)
...esiste poi un altro problema Santità in questo nostro paese, la politica. Questo mi creda non l'ha favorita. Lei stesso in più di una occasione ci ha messo in guardia ma i cattolici in questa fase storica, sacerdoti o laici che siano, fanno orecchie da mercante.
E così suo malgrado e' diventato paladino della destra e bersaglio della sinistra, dei cattolici di sinistra. Questo perché il suo pontificato e coinciso con il governo Berlusconi. Fatto che sicuramente non le ha giovato e ora provo a spiegarle perché.
I cattolici di sinistra santità assumono su di se i vizi dello schieramento in cui militano sono rosiconi e nichilisti vedrà dopo la sua morte (faccio io al suo posto gli scongiuri di rito!) e quando conquisteranno nuovamente il potere, la riabiliteranno ma ora non sopportano l'idea che lei possa in qualche modo fornire appoggio al cavaliere e alle sue schiere. Supporto che per altro, neanche lontanamente lei si è sognato mai di offrire. Il problema semmai santità sono stati i cattolici di destra che hanno giocato e giocano ancora a fare i furbetti, si mettono in fila dietro di lei e sfruttando la forza del suo pensiero sventolano bandiere. Così dall’altra parte gridano al lupo al lupo! E così facendo azzannano l’agnello!
E Lei alla fine si ritrova tra due fuochi col rischio di essere frainteso, frainteso nel suo essere conservatore nell'accezione più nobile e bella, conservatore e difensore della fede come nessun altro prima di lei tra i suoi predecessori. Purtroppo ancora paghiamo un debito troppo grande alla cultura di sinistra perché queste parole possano assumere una valenza positiva come viceversa la parola progressista.
In suo scritto Benedetto Croce (sono certo che non le dispiacerà la citazione di una delle più interessanti menti laiche del nostro 900), disse che la vera ricchezza non sta nel circondarsi di tante cose ma nel liberarsi di quelle che non servono. Ecco questa definizione a mio avviso chiarisce molto bene il senso del suo pontificato, volto alla tutela e alla salvaguardia del depositum fidei che una tradizione millenaria ha consegnato nelle sue mani. E’ lavoro oscuro impopolare scomodo fastidioso ma che garantirà come ho già detto altrove nuove forze e nuovo vigore alla chiesa negli anni a venire.
 
Di Alberico Mattiacci (del 12/04/2010 @ 09:28:26, in Papa, linkato 65 volte)
Santita' coraggio non si abbatta, ma si difenda continui a farlo sempre, con quella consapevolezza che certo non le mancherà in questi giorni, che prima di lei hanno accusato e crocifisso Gesu' Cristo nostro Signore.
Consapevolezza che e' sguardo colmo di Misericordia sul mondo intero e gli uomini tutti.
Ci perdoni santità ma quelli che accusano lei e la chiesa, sono sportivi che da sempre praticano il tiro al piattello, o il lancio delle pietre e lo fanno tutti insieme per farsi coraggio vicendevolmente, per nascondersi e nascondere la mano.
Sono mietitori abituati a fare di tutta l'erba un fascio, sono giudici che praticano una giustizia sommaria, che usano due pesi e due misure, moralisti che conducono una vita immorale e giudicando gli altri pensano di assolvere se stessi, sono negatori della diversità e fautori della democrazia del peccato, nichilisti e pessimisti, ferventi del credo “mal comune mezzo gaudio”, abili mistificatori che con il sarcasmo e l’ironia processano e condanno a morte gli innocenti.
Ci perdoni santità perché costoro sono uomini e donne come noi, anime che spesso hanno brancolato nel buio della solitudine e della morte; ci perdoni santità, li perdoni, ma continui a lottare e a difendere la sua Chiesa, la Chiesa di Cristo. Noi saremo sempre al suo fianco in questa lotta, fiduciosi nell'opera di rinnovamento e pulizia da lei intrapresa con coraggio unico e senza tentennamenti si dall'inizio del suo pontificato
Con l'augurio che non le manchi mai la protezione materna della vergine Maria la saluto cordialmente.
 
Di Alberico Mattiacci (del 17/03/2009 @ 17:40:57, in Papa, linkato 156 volte)
Quello che sta cercando di fare Benedetto XVI, che ha iniziato a fare ormai da tempo, dall’inizio cioè del suo pontificato, è oscuro e sgradito entro certi termini, ai più, e non solo a coloro che militano fuori e contro la chiesa ma anche a chi vive all’interno di essa , siano essi laici oppure consacrati.
Ebbene Benedetto sta cercando di ridare un’anima alla Chiesa, una sua propria interiorità ed unità. Radunando le forze sparse ai quattro angoli del pianeta e chiamandole a raccolta. E fa tutto ciò con la riservatezza, la semplicità, l’essenzialità, la profondità, la determinazione che gli sono propri. Senza clamori, senza proclami troppo roboanti, perché l’anima come tutti sanno, conosce un solo linguaggio, interpreta un solo codice, quello cioè dell’amore.
Dopo gli anni di apertura del suo predecessore, molti sono rimasti spiazzati, gli è sembrato per certi versi di tornare indietro, che la Chiesa facesse un po’ come i gamberi e si accostasse a posizioni preconciliari. Altri al contrario hanno inneggiato alla restaurazione, come il rimedio a tutti i mali che la affliggono. Nessuno ha visto, o ha voluto vedere, che Benedetto non si stava chiudendo e neppure stava restaurando, la sua era ed è, un’azione più nascosta, meno appariscente, ma l’unica essenziale per la sopravvivenza futura della Chiesa, non solo come istituzione ma come unità di tutti i credenti in Cristo.
Ritrovate la vostra anima, ritrovate la vostra unità, ritrovate Cristo e il suo corpo mistico! Sembra che gridi ad ogni momento il papa. Ma così facendo scontenta apparentemente coloro che si auspicavano una riforma della Curia, e quanti in generale lo vorrebbero più attivo nelle questioni economiche e sociali (sono in molti ad esempio ad aspettarlo al varco con la prossima enciclica “sociale”!); oppure quanti vorrebbero che emanasse bolle di scomuniche settimanali così come escono i numeri del lotto. Ma paradossalmente Benedetto accontenta i veri credenti in Cristo ossia quanti sanno che è dalla ricchezza dell’anima, dalla pienezza del cuore che nasce la vera fede.
Dopo anni di vuoto, dopo anni in cui l’anima dei credenti è stata riempita, di tutto (politica,sesso, mondanità, chiacchiere chiacchiere chiacchiere), fuorché di ciò che più gli necessitava, ecco finalmente il vicario di Cristo che guidato dallo Spirito Santo comprende davvero le priorità della nostra generazione e come dice la preghiera che ci ha insegnato Gesù, si fa strumento affinché tutti possano avere il pane quotidiano. Che Dio ce lo conservi a lungo. Coraggio Santità non è solo!  Siamo in molti ad esserle accanto e ad aver compreso il valore delle suo parlare ed agire. 
 
Di Alberico Mattiacci (del 14/04/2008 @ 10:03:25, in Papa, linkato 202 volte)

La salvezza dell’uomo si snoda lungo quei percorsi che gli sono abituali e familiari. Egli non deve sforzarsi di cercarla altrove.

Lc 17,20-25 In quel tempo, interrogato dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», Gesù rispose: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, o: “Eccolo là”. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!».

Il motivo per cui il regno di Dio non viene riconosciuto è perché esso non ha come fine ultimo quello di trionfare in questo mondo. Quello di sostituirsi agli altri regni che sono sulla terra. Questo nostro mondo per certi versi è abbandonato al suo destino ultimo che probabilmente non sarà roseo. Ma comporterà un distruzione. Diverso invece il futuro di noi abitanti di questo mondo. Ci viene offerta la possibilità della salvezza. Una salvezza che comincia qui ed ora ma che vedremo pienamente compiuta alla fine dei tempi. Questo il progetto di Dio, che la missione compiuta da Cristo ha reso oramai realizzabile per tutte le generazioni.

E’ un progetto che piace ma fino ad un certo punto, a cui ci si riesce ad appassionare ma non completamente. Gli manca infatti, se lo si guarda da un ottica mondana, il fascino della realizzazione immediata e sicura. La certezza del successo. Il trionfo del potere. Tanto più in questa nostra società (ma forse è stato così in tutte le epoche!) così attenta a valutare la realizzazione di un individuo in base ai successi concreti che esso ottiene, nel corso della sua esistenza. Un individuo quindi che volesse strutturare la propria vita sul messaggio evangelico, su ciò che quell’annuncio comporta si troverebbe sin dall’inizio spiazzato e contrastato, la sua sarebbe comunque una via di stenti e sacrifici, compensata solamente da una vaga e incerta speranza per gli anni a venire.

Questo secondo appunto la logica del mondo. Ma il cristiano invece, è tutto tranne che uno sconfitto. E’ lui il vero trionfatore della storia. Uno che vende tutto perché ha scoperto che esiste uno Stargate capace di ricondurlo nel luogo dal quale proviene. Un tesoro immenso che non ha uguali nel mondo in cui vive. Per secoli il dominatore di questo mondo gli aveva fatto credere di essere tutt’altra cosa da quello che realmente era. Lo aveva assoggettato alle sue logiche perverse ed omicide, lo aveva reso strumento della morte e dell’inganno. E il creatore era solo un pallido e scolorito ricordo. Ma poi quel creatore stesso, che appariva così distante nel suo cielo, si è fatto uomo è venuto in mezzo a noi e ci ha compiutamente riscattati con il suo sangue, offrendoci il suo corpo. Quale immenso amore mio Dio, per la creatura che avevi creato, ti spinse a tanto!

Questo messaggio va gridato con le nostre vite, occorre che raggiunga più uomini e donne possibili, perché questo messaggio è per tutti noi, per la nostra salvezza. Lasciamo che esso operi attraverso la grazia divina in noi, e mediante noi, raggiunga gli altri, il nostro prossimo. Operando lì dove siamo stati chiamati ad operare, cioè ad esempio nelle nostre famiglie cristiane, la cui missione come ha sottolineato ieri al Regina Coeli il nostro amato papa, non è da poco anzi

Non va infine dimenticato che anche quella al matrimonio cristiano è una vocazione missionaria: gli sposi, infatti, sono chiamati a vivere il Vangelo nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali e civili. In certi casi, inoltre, offrono la loro preziosa collaborazione nella missione ad gentes

Grazie Benedetto per queste parole che ci sostengono nel compimento della nostra vocazione! Grazie Signore per averci dato un così forte e coraggioso Pastore!

 
Di Alberico Mattiacci (del 20/01/2008 @ 18:50:00, in Papa, linkato 236 volte)

 

Capisco coloro che avversano la Chiesa: questo è un brutto momento. E’ in atto infatti una controffensiva che lascia quantomeno sconcertati. Anche perché a guidarla si badi bene non è il solito Santo defilato e estraneo alle gerarchie, che a furor di popolo si impone sulla scena. E che quindi in definitiva può risultare perfino simpatico, proprio per la sua avversione vera o presunta alla Chiesa di Roma Qui è il successore di Pietro in persona a scendere in campo e a dare vita ad un rivolgimento e rinnovamento radicali. A mio avviso Benedetto XVI con la sua opera sta garantendo la sopravvivenza alla chiesa di Cristo che altresì, avrebbe rischiato di perdersi nelle trappole della modernità. Ma in cosa consiste il suo merito? Egli si è accorto per tempo che il pensiero cristiano era troppo pregiudicato, troppo contaminato. Aveva rinunciato alla propria identità, abdicato a favore di un inutile, quanto sterile compromesso. Capitalismo e marxismo a partire dalla fine della seconda guerra mondiale hanno contaminato il corpo ancora sano della nostra società rurale e contadina. L’uno proponendosi come modello di sviluppo economico vincente, l’altro come modello culturale incontrastato di lotta e militanza, scuola di formazione creativa e critica per le future generazioni. Noi non ce ne rendiamo conto ma entrambi sono penetrati in ciascuno di noi, plasmando, modificando, alterando la nostra struttura cristiana, fino a tal punto da renderla irriconoscibile. Da vanificarne gli effetti benefici. Un tessuto culturale poco alla volta si è andato disfacendo, corrodendo, senza che ne fossimo consapevoli. Il mercato ha generato egoismo, la cultura marxista sfiducia e nichilismo. Un mix di componenti che hanno dato vita alla società nella quale attualmente viviamo. Per pensare questi processi in atto non dobbiamo andare molto lontano. Si pensi alla corsa all’arricchimento, sfrenata e senza regole, che ha cominciato a diffondersi all’interno delle nostre famiglie, benessere avanzamento sociale e successo sono diventati in breve tempo valori di riferimento; all’indottrinamento che tutti noi abbiamo subito a cominciare dalle scuole, per finire ai mass media, che ha avuto come unico scopo quello di negare la verità, e vanificare quindi la sua ricerca: se esiste una opinione comune, frutto però della mente di pochi cervelli ben pensanti che stabiliscono ad esempio che il divorzio è cosa giusta, così come l’aborto, cosa pretendi tu piccolo omuncolo cattolico che te ne vai anacronisticamente in cerca della verità?
Benedetto XVI ha visto tutto questo come del resto prima di lui il suo predecessore, ma più di Giovanni Paolo II il Grande possiede una intelligenza e un coraggio non comune, che lo spingono ad indagare, a dialogare, a scovare il nemico lì dove si annida. E cioè nei pensieri di tutti i giorni, in quel tessuto di dialoghi e relazioni che formano il nostro vivere quotidiano. La Chiesa di Benedetto XVI non sta allontanando i fedeli, continua a chiamare a raccolta, rinnova il suo appello all’unità dei cristiani, ma lo fa con maggiore chiarezza rispetto al passato avendo il coraggio della propria identità. Forte dell’annunzio evangelico, che soltanto Cristo risorto salva, soltanto il suo corpo guarisce il cuore dell’uomo.
Essere oggi in piazza San Pietro a dare il nostro sostegno al papa ci è sembrato il minimo.

Alberico

 
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