Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.

Genesi, 18,3

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CHIESA DOMESTICA

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\\ : Storico : Comunicazione (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Alberico Mattiacci (del 05/03/2006 @ 09:45:00, in Comunicazione, linkato 144 volte)

Il pensiero allontana dall’uomo. Idee e teorie creano distanza, un filtro di parole che finisce per nascondere il volto del prossimo. Avete mai visto due amanti che per scambiarsi reciprocamente il loro amore, per dirsi l’un altro che si amano usino le parole invece di un caldo ed affettuoso abbraccio. Beh se li avete visti dite pure loro che se non sono capaci di abbracciarsi, allora il loro amore non è così completo come immaginano. Se vedessi Gesù la prima cosa che farei sarebbe abbracciarlo o comunque cercare un contatto con il suo corpo, fosse anche solamente un lembo della tunica che indossa. Il linguaggio del corpo è molto più immediato e pregnante di quello verbale, e questo perché il linguaggio del corpo ha maggiore familiarità con il linguaggio d’amore. Non solo: il linguaggio del corpo è concreto, reale, corposo, facilmente leggibile e interpretabile…è il linguaggio dell’uomo, che fa incontrare l’uomo. E’ quindi linguaggio di comunicazione, di relazione. Viceversa il pensiero tende a smarrire il suo tasso di comunicatività, tende ad isolarsi, a nascondere l’uomo. Non si vede più un volto, non si vede più un corpo, ma si finisce per trattare con delle idee, con dei pensieri, dimenticandosi di chi si nasconde dietro di essi. Il pensiero, non ha lacrime, non ha sudore, non ha sorriso. Il pensiero nasconde Cristo, il volto del Redentore. Il figlio dell’uomo (così Lui amava definirsi!) .
L’unica forma di attività politica e sociale alla quale un cristiano vero, dovrebbe dedicarsi è quella umana. La sua dovrebbe essere un’opera lenta ma inesorabile di de-costruzione, di eliminazione di tutto ciò che gli impedisce una reale comunicazione, un reale incontro con l’altro. Incontrare l’uomo, respirarlo, non viceversa incontrare le sue idee e le sue teorie in merito a…e sulla base di quelle giudicare, erigere barriere, prendere le armi per difendersi.
Ma oggi chi sa parlare al cuore dell’uomo? Chi conosce il linguaggio degli affetti? Un tempo erano confinati tra le mura domestiche, oggi vengono banditi anche da lì. E pensare che in questo linguaggio umano e domestico, è inscritto tutto il dna di un cristiano. La nostra politicamente e socialmente dovrebbe essere una famiglia allargata, una famiglia che sotto la Croce ("Donna, ecco tuo figlio!". Quindi disse al discepolo: "Ecco tua madre!"), viene rifondata nel senso che si sceglie di dare meno importanza ai rapporti di sangue rispetto a quelli spirituali. Non siamo ateniesi, che salgono nella parte alta della città (polis) per discutere della cosa pubblica. Siamo cristiani che muovono dalle mura domestiche di Nazareth e attraversano le strade del mondo per far conoscere Cristo: via, verita e vita.

Alberico

 
Di Alberico Mattiacci (del 03/03/2006 @ 13:10:00, in Comunicazione, linkato 141 volte)

 Fino a caderti tra le braccia…questa l’immagine che la gioia di comunicare con l’altro, con il mio prossimo, oggi mi ha suscitato. ..stavo scambiando quattro chiacchiere con Gesù. E come capita spesso quando il dialogo con Lui si fa intimo e delicato, Gesù non si fa pregare una volta di più e ti ricambia con suggerimenti davvero interessanti. L’esplosione della comunicazione, mettere in gioco tutto e consegnarsi ed abdicare. Tanto alla verità non sarà sottratta neppure una virgola. Gesù ci chiede di non vergognarci di lui, di rendere testimonianza alla sua parola che è verità, non ci domanda di manipolare, di gestire questa verità. Racconta come lo hai incontrato, descrivi la tua esperienza, cosa la verità ti ha raccontato, in che modo lo ha fatto nel corso della tua esistenza. E così facendo dirai qualcosa che potrà servire a chi ti ascolta. Ma se ti metti a discutere dei principi di tale verità. Se di questa verità farai un assoluto…allora sei fuori strada, sei già tagliato fuori dalla via della salvezza. La verità è altro da me e da te, ci sta accanto e chiede di essere amata e contemplata, non di essere posseduta. E’ perentoria a volte la verità, per restarle fedele occorrerà violenza, ti costringerà a scegliere la via della solitudine e dell’esilio, ma continuerà ad invocare misericordia, lo griderà sui tetti e nelle case, mentre si offre in olocausto lontano dal mondo che banchetta.
Tu della verità puoi raccontare solo la tua personale esperienza, quanto lei ha deciso di riservarti e questo non è un assoluto, la Verità è assoluta, quello che tu puoi dire sulla verità è vero, ma è pur sempre relativo. Quindi non farle ombra, con i tuoi pensieri e le tue parole, non coprirla con le tue dissertazioni filosofiche, ma prendi per mano i tuoi amici e conducili ai piedi della croce. La verità parlerà ai loro cuori. E infine accetta di essere sconfitto, metti in conto che come non hanno riconosciuto la verità, non riconoscano neppure te.

Buona Quaresima a tutti voi amici lettori, possa il vostro colloquio con Gesù farsi intimo e delicato in questi giorni.

Alberico

 
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