CHIESA DOMESTICA
4Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. Paolo, Corinzi 1,12
Il terzo tipo di cattolico moderno, nella nostra galleria di ritratti è il liberale. Il trionfatore del momento, cala dalle fredde pianure del nord fino al cuore della cristianità, armato di scudo crociato e si pone come custode della stessa. Ha il fucile sempre in caldo e la parola sempre in canna!
Non ha lo spessore culturale del suo dirimpettaio, il cattolico progressista, ma a differenza di quello va orgoglioso del suo fare pratico e concreto. E’ nella cultura del lavoro che trova il suo habitat. Nel movimento incessante che generano le sue idee e il suo gironzolare avanti e indietro per il paese in cerca di nuovi territori da colonizzare. Se nell’Ottocento il suo punto di partenza era lo stato Sabaudo, oggi il territorio dove vive e si riproduce il cattolico liberale si è spostato più a est, in quello che un tempo era il Lombardo-Veneto.
E’ un manager, un imprenditore, o comunque un professionista, uno che nella migliore delle ipotesi gioca a fare il capetto, ma del leader in sostanza non ha la stoffa. Salvo rare eccezioni. E lo dimostra il fatto che ha comunque bisogno di una guida. E se il Santo Padre non basta si ricorrere ad improbabili uomini della provvidenza. Vive intruppato e ci vive pur bene facendo di necessità virtù e raccogliendo i frutti del suo stare in compagnia.
E’ legato all’ortodossia ma ci tiene a passare per laico, anzi si veste da laico, ragiona da laico e se proprio vuoi offenderlo devi dirgli che ti sembra proprio un bigotto e un clericale. Quest’ultimo aspetto è ancor più accentuato nel sacerdote di stampo liberale, che vorrebbe fare del tutto per non sembrare un sacerdote. Anche rinunciare a portarsi dietro la sua carta di identità. Tanto che resti stupito e ti domandi: ma si vergogna o cosa? Naturalmente la spiegazione va ricercata nel desiderio di confronto che il cattolico liberale ha con il mondo laico, un mondo dal quale si sente implicitamente escluso per via della sua natura tendenzialmente conservatrice. E visto verso quale direzione si muove la laicità ai nostri gironi c’è da capirlo.
Non chiede mai scusa perché è segno di debolezza e poi bisogna essere concreti, si devono risolvere i problemi; psicologismi e personalizzazioni sono da bandire perché non aiutano, non sono criteri oggettivi. Il suo non è un processo di umanizzazione, ma di concettualizzazione della realtà. Ha inventato un metodo e lo considera adatto per tutte le stagioni, non ha importanza che fuori ci sia il sole o piova o nevichi soltanto. Il cattolico liberale avrà sempre a disposizione le sue armi concettuali per aggredire il mondo circostante. Senza capirne il senso. All’infuori delle teorie che avrà formulato per risolvere problemi che spesso e volentieri non sono neppure reali.
Tratti distintivi del cattolico liberale: passa con i suoi piedi da gigante sopra il mondo, calpestando tutto ciò che trova e non rientra nella sua progettualità. E’ sbruffoncello, arrogantello, fa credere di essere più di quello che realmente è. Promette spesso a vanvera.
Aspirazioni nel servizio Partire per una crociata in terra santa contro i mussulmani e in difesa del santo sepolcro.
Film preferito La Passione di Mel Gibson
4Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. Paolo, Corinzi 1,12
Il secondo tipo di cattolico moderno che passo ad esaminare è il cattolico progressista, anche detto cattolico adulto o catto-comunista. Il suo habitat naturale è il mondo, meglio naturalmente se terzo, o quarto mondo. Su uno sfondo esotico, si innesta la dimensione ecumenica ed universale del suo cattolicesimo. E’ quello che guarda sempre più avanti, ai pensatori moderni, alla scienza e cerca di conciliare ogni volta l’inconciliabile. Ha solide basi politiche, almeno qui in Italia, e considera i Vangeli una anticipazione de Il Capitale. E’ nel secondo infatti che la rivelazione si compie definitivamente. Diciamo che in questi ultimi 40 anni (dagli anni 70 ad oggi) non ha fatto nulla per preservare la propria identità e si è nutrito della cultura che passava il convento marxista. Confondendo a bella posta cultura dell’identità, con cultura dell’evangelizzazione. Ha rinunciato insomma alla prima per accrescere, almeno nelle intenzioni, la seconda, con risultati non sempre soddisfacenti. Non si è accorto in definitiva (o ha fatto finta di non accorgersene!) che il suo impegno, andava a cortocircuitare con il movimentismo di sinistra, che non ha propriamente radici cristiane e soprattutto, il che accade puntualmente per qualsiasi forma di associazionismo nostrano, finisce per essere fagocitato dai partiti meglio organizzati sul territorio. E così il cattolico progressista si è trovato a diventare un funzionario di partito. Ingabbiato e irretito dal suo stesso anelito di libertà. Da un lato abbiamo assistito alla marcia di suorine e preti accanto a no global e disubbidienti, sotto i colori dell’arcobaleno, dall’altra queste stesse persone si sono fatte interpreti della conservazione e del mantenimento del potere vigente impedendo qualsiasi forma di cambiamento politico e sociale nel paese.
Se c’è un peccato è proprio nel non essersi preservati da questa deriva movimentista e sinistrorsa a livello culturale, non tanto di impegno concreto, le opere buone infatti se ci sono, sono tali sotto qualsiasi vessillo. Eppure i segnali ad un certo punto sono diventati così chiari e visibili, che era difficile ignorarli. Ma tant’è, il cattolico progressista vive anche lui dei miti della contestazione, della rivoluzione, le sue icone sono quegli uomini e quelle donne che ad ogni latitudine e longitudine del globo terrestre, si sono fatti interpreti del sovvertimento. Questo nutre la sua cultura (arte,musica,poesia) che è sempre avanti anni luce a tutte le altre culture, anzi che è l’unica che può fregiarsi del titolo di Cultura, con la maiuscola.
E ad oggi la situazione è divenuta così ibrida che non si sa bene se è più comunista un cattolico progressista, o è più cattolico un comunista di qualunque altro cattolico. Così almeno nelle intenzioni, nelle chiacchiere e nelle idee di cui si pasce il cattolico progressista, che in alcune sue forme estreme tende ad allontanarsi sempre più dai sacramenti come da tutte le altre manifestazioni che costituiscono la sostanza e l’identità della sua fede.
Intendiamoci alcune di queste “sbavature” sono presenti anche nel tipo del cattolico liberale, che esamineremo nel successivo ritratto, ma altre sono tipiche del cattolico progressista. E’ indubbio che oggi la politica per certi versi minacci la fede dei cattolici, li costringa ad un eccesso di impegno, di coinvolgimento, a schierarsi, a salire sulle barricate, ma è anche vero in quest’ottica che il cattolico progressista rischia di più, perché più contaminato da anni di militanza e di conquista del potere. Più invischiato soprattutto in una ibrida identità culturale, che minaccia da vicino la vera identità cattolica.
Tratti distintivi del cattolico progressista: sobrio nel vestire, mai giacca e cravatta, il tutto indossato con trascuratezza. O forse con la consapevolezza che si tratta di un camuffamento visto che poi nelle tasche si nasconde un oggetto di alta tecnologia o si indossa comunque una griffe. Un pezzo soltanto però, tanto per mostrare con aria di superiorità, come “noblesse oblige”. Che fatica essere pure ricchi! Moralista per ciò che concerne il sesso e giustizialista per ciò che riguarda i reati fiscali, usa in genere due pesi e due misure a seconda che si tratti di amici o nemici.
Aspirazioni nel servizio: iscriversi in una O.N.G. e partire per l’Africa, il Sudamerica oppure il medio Oriente. Partecipare a tutte le manifestazioni anticapitaliste e antiamericane, con al collo la bandiera arcobaleno con su scritto: Pace. Diffondere il commercio equo e solidale.
Film preferito: L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorzese
4Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. Paolo, Corinzi 1,12
Inizio con questo post, un po’ per gioco un po’ anche seriamente, una galleria di tipi del cattolico moderno. Il primo che prenderò in esame è il cosiddetto parrocchiano. Colui cioè che è cresciuto in parrocchia, che deve la sua formazione prevalentemente se non esclusivamente alla parrocchia. Ho sposato una parrocchiana quindi ho avuto modo in questi anni di approfondire da vicino il tipo! Scherzi a parte, da 18 anni in poi ho cominciato anch’io a frequentare le parrocchie e mi sono fatto più o meno un’idea delle persone che la frequentano.
Parrocchiano non è solo il laico, ma parrocchiano è anche il prete. Ce l’hanno nell’anima per così dire la parrocchia è il loro habitat naturale, il luogo in cui il loro carisma, si svela e la loro vocazione si compie. Il parrocchiano è geneticamente gruppettaro, ma sa anche che i gruppi all’interno della parrocchia vanno e vengono e questo in un certo senso lo preserva dall’identificare totalmente se stesso nel gruppo, cosa che altrove invece accade.
In genere il parrocchiano fornisce un servizio di prima assistenza a coloro i quali varcano la soglia della parrocchia. E’ una brava e premurosa crocerossina che cura i malati che vengono dal fronte, anche se non si prende la briga di andare a raccoglierli per strada sul campo di battaglia. Ma questo accomuna un po’ tutti i tipi di cattolici fautori per lo più di una pastorale dell’attesa, piuttosto che di una del correre incontro. Se si eccettuano forse i missionari, di cui parleremo a tempo debito.
L’anima viene ospedalizzata all’interno della Parrocchia, il paradosso è che si fa ma in modo che non guarisca mai dalla convalescenza. Superata infatti la fase di pronto soccorso il parrocchiano non ha in genere gli strumenti necessari per offrire una guarigione completa. La crescita che ci si attenderebbe dopo una prima fase in realtà tarda a venire. Anche perché viene ostacolata dall’interno. Un eccesso di pro-attività da parte del neofita viene vista con sospetto, perché potrebbe andare a rompere gli equilibri interni.
Il giardino parrocchiale, protegge e rassicura, a patto però che si serrino i lucchetti e si getti via la chiave una volta entrati. E questo potrebbe anche starci nell’ottica di una salvaguardia e protezione della comunità. Insomma le password bisogna sempre inserirle, perché gli hacker del demonio sono in agguato e non possiamo permettere che il lavoro svolto con cura e dedizione venga spazzato via per noncuranza e trascuratezza. E’ solo che il pronto soccorso parrocchiale dovrebbe avviare il malato al reparto più idoneo. Dove poter sviluppare il suo carisma e giungere così a una totale guarigione. La parrocchia non è il monastero dove si arriva perché si hanno già le idee chiare sulla propria vocazione, è o dovrebbe essere una scuola di formazione. E il parrocchiano un buon formatore. Oggi i parrocchiani nel migliore dei casi sono dei bravi medici in prima linea. Che rischiano però di far collassare il loro pronto soccorso perché non sanno instradare gli ammalati. La vocazione non può compiersi in parrocchia, tranne che per una esigua minoranza, ma a partire dalla parrocchia si possono creare vocazioni che si diffondano per il mondo. L’errore è stato ed è tuttora credere che la parrocchia sia un punto di arrivo e non di partenza. Una tappa intermedia, un pronto soccorso appunto in cui transitare solo per il tempo necessario a tamponare le ferite più gravi e pesanti.
Tratti distintivi del parrocchiano: giudizio (ma quello è un vizietto che abbiamo un po’ tutti noi cattolici, quello di giudicare), semplicità (non ama tutto ciò che è vagamente culturale e intellettuale) e candore (si circonda di un’aura francescana che fa umili e piccoli in ogni caso).
Aspirazioni nel servizio: Letture, coro, animazione di gruppi.
Film preferito: Fratello sole, sorella luna di Zeffirelli
Home
Storico
Immagini
Preferiti
Autori
Contatti



Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3.png)


(p)Link
Commenti
Storico
Stampa