Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.

Genesi, 18,3

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CHIESA DOMESTICA

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\\ : Storico : Aborto (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Alberico Mattiacci (del 12/02/2008 @ 13:35:21, in Aborto, linkato 244 volte)

Una legge è sempre il prodotto di una cultura e questa cultura continua ad agire prima e dopo l’approvazione della legge. E' questo il reale problema! La legge 194 ha fatto si che nascosta sotto le nobili intenzioni di sconfiggere gli aborti clandestini e ridurre il numero complessivo degli stessi, si nascondesse in realtà l'idea di diffondere una cultura di morte.

Dobbiamo cercare di essere realisti e smetterla di guardare unicamente ai nostri propositi ed ideali. I danni di una educazione permissivistica e di leggi che ad essa si confanno sono sotto gli occhi di tutti. Di buone intenzioni lo sappiamo che è lastricata la via dell'Inferno. Quindi non si tratta di “trovare sempre uno o più casi per i quali questa legge è iniqua” come ha scritto in un suo commento Paolo, ma di combattere la 194 nella sua genesi e nel suo divenire, sradicando la logica e il pensiero che l’hanno generata. Come? Con le armi del raziocinio.

Anche la legge divina, le tavole che furono date a Mosè, non erano perfette se ci fu bisogno della venuta di Cristo per completarle (si tratta di completamento Roberta non di sostituzione), eppure non andarono a ratificare il male che c’è nel mondo ma ad esso si opposero. Che ci siano gli omicidi, i ladri, gli idolatri, coloro che desiderano la roba e la donna di altri, fa parte di quel mysterium iniquitatis di cui ha scritto Paolo, ma una legge mai e poi mai deve, in nome di una presunta tolleranza e falsa misericordia, ratificare il male. La legge di Mosè non era perfetta ma si opponeva al male, la 194 non è perfetta e per giunta dà semaforo verde al diffondersi ancor più della morte nel mondo.

Siamo su due piani diametralmente opposti. La grande tentazione che i cristiani stanno vivendo ai nostri giorni è proprio questa: scambiare qualunque forma di divieto e negazione come poco o per nulla affatto misericordioso. Si sono rammolliti e così fanno il gioco del demonio che se la ride satanicamente.

Alberico

 
Di Alberico Mattiacci (del 10/02/2008 @ 15:51:29, in Aborto, linkato 237 volte)

Perché vedi la “colpa” non è della 194 (curiosità l’hai letta integralmente?) ma di ognuno di noi…

...ed, infine, penso che nella tua esperienza la legge non sia stata seguita a dovere, almeno da ciò che racconti vedi l'art.12 della legge incriminata.

Voglio rispondere a queste due domande della mia solita amica, Roberta. La legge Roberta avendola vissuta sulla pelle la conosco per un verso meglio di te; per l’altro invece non avendola letta affatto la conosco meno di te. Si tratta di capire che cosa è conoscenza, se esperienza o solo nozioni ma credo che sia un problema di troppe vaste dimensioni da affrontare in un post. Concludo quindi dicendo che la conosco al tempo stesso meglio e peggio di te prendendo come punti di riferimento la conoscenza intesa come esperienza e quella intesa come notizia, nozione, cultura.

Quanto al secondo punto voglio seguirti per un attimo nel tuo discorso pur ribadendo la mia assoluta contrarietà ad una legge ingiusta e foriera di morte.

Tu dici che nel mio caso la legge non sia stata seguita a dovere. Allora vediamolo il mio caso nel dettaglio così che possa servire come testimonianza e ti prego di provare a rispondermi, testo alla mano visto che hai detto che la conosci bene la 194. 

Punto 1: la legge prevede che due minorenni possano compiere il percorso che li condurrà all’interruzione di gravidanza senza che le famiglie ne sappiano nulla?

Nel nostro caso è stato così, ci fu il giudice tutelare che fece le loro veci. La nostra privacy fu mortalmente tutelata. Anche la psicologa della Asl non si prese la briga di avvertire nessuno. Eravamo diventati improvvisamente maggiorenni secondo la legge. Certamente noi volemmo che fosse così. Ma tralasciando per un attimo la responsabilità personale, che fu enorme e nessuno vuole negare, è giusto a tuo avviso che la legge tuteli i minori nella loro inconsapevolezza? E’ questa che chiami libertà? Certo libertà di ammazzarsi e ammazzare, basta che lo facciano lontano da me, che non possa sentirne il puzzo. Grande civiltà la nostra, grande misericordia cristiana! I giovani facciano quello che credono, noi li tuteliamo, chiudiamo un occhio, anzi due. E facciamo delle leggi su misura per farli ammazzare liberamente, così saranno loro ad assumersi le responsabilità, a portare il fardello. Noi saremo assolti dalla storia perché fummo di larghe vedute, misericordiosi e tolleranti. Se c’è una colpa, fu la loro. Questo dissero i cattolici allora e questo continuano a dire anche oggi dando il loro appoggio ad una legge mortifera, non lottando perché essa venga abrogata. alberico

 
Di Alberico Mattiacci (del 07/02/2008 @ 12:50:18, in Aborto, linkato 263 volte)

Non sono d'accordo circa la legge 194 l'ho studiata benissimo è una legge di grandi compromessi e di grande tutela: andrebbe applicata e conosciuta meglio e certo non possiamo colpevolizzare una norma per le nostre ed altrui carenze; ci vorrebbe un miglior rapporto con le famiglie, una maggiore consapevolezza ed identità. Dobbiamo prendere atto che da sempre ci sono donne che abortiscono bevendo infusi, procurandoselo nei modi più impensati e medici ostretiche e figure varie che mercanteggiano praticando l'aborto clandestino ponendo a rischio anche la vita della donna. Nella mia vita di donna non ho mai pensato di poter abortire per un figlio non voluto anzi vorrei essere la mamma di  tutti i figli non nati ma non mi sento di giudicare chi non ha i miei pensieri, chi non ha il mio credo, chi è disperato e non ha accanto nessuno che gli faccia intravedere la luce…

Caro Alberico credo che in tutto c'è sempre una via di mezzo che il bianco e il nero non sono i colori, che essere cristiani è una libertà, che la vita è un dono per chi così la vive ma non possiamo essere tutti uguali e dobbiamo avere misericordia per chi non capisce la grandezza del creato, perchè abbiamo un Dio grande e misericordioso che accoglie e perdona.

Ricevo questa mail da una mia vecchia e cara amica. Una mail politicamente corretta non c’è che dire. Tutto fila liscio come l’olio. Non ci sono ragioni per cui si debba pensare di dover mettere mano alla legge 194. E’ una legge per gli altri, che sottolinea la nostra comprensione del punto di vista altrui, la nostra partecipazione al loro dolore e alle loro sofferenze. Noi per noi stessi non lo faremmo mai, ma se a loro serve, gli diamo la possibilità di farlo, confezionandogli una legge bella e pronta. Può esserci una forma più grande di amore? Amare non significa quindi non volere per gli altri le stesse cose che non voglio per me, ma significa offrire agli altri la possibilità di sbagliare in maniera da sentirmi a posto con la coscienza: munifico, tollerante, comprensivo, aperto di mente, compassionevole. Tutti sentimenti che ingrandiscono a dismisura il mio orgoglio. E non hanno nulla di caritatevole nel senso cristiano della parola. Molto più semplicemente se dicessi no, se avessi detto no, avrei scelto di oppormi e la mia opposizione per quanto sgradevole, per quanto difficile da digerire, avrebbe costituito per l’altro, per il mio prossimo un punto di riferimento con cui confrontarsi/scontrarsi. Se l’aborto è sbagliato è sbagliato, punto. Abbiamo il dovere di propagandare questa idea. Non altro. Solo dopo che una persona suo malgrado ha abortito allora entra in gioco la misericordia divina. Ma fino ad un attimo prima abbiamo il dovere morale di ricordargli che sta sbagliando. Per questo un cattolico, che sia realmente tale, non può farsi promotore di una legge così ingiusta, in nome delle sante e misericordiose eccezioni. C’è un tempo per la giustizia ed uno per la carità. E quello della carità inizia esattamente un attimo dopo che la strada della giustizia si è rivelata infruttuosa. Ma un attimo dopo, non prima, un attimo dopo che la persona accanto a noi nonostante la nostra opposizione abbia scelto liberamente di abortire. Approvando una legge come la 194 rinunciamo completamente alla giustizia e facciamo abitare la carità lì dove non dovrebbe.

Continua….

Alberico

 
Di Alberico Mattiacci (del 05/02/2008 @ 16:17:42, in Aborto, linkato 241 volte)

Immaginate due giovani di appena 17 e 15 anni e immaginate anche che lei resti incinta. Ebbene una volta accaduto questo evento, quali saranno i fattori che determineranno le scelte successive dei due ragazzi? La legge 194 ha spianato davanti a loro un’autostrada. I consultori, il giudice tutelare, essi in definitiva possono compiere il percorso che li porta all’interruzione della gravidanza da soli, senza neppure consultare le famiglie, tenendoli all’oscuro. Certo gli psicologi proveranno a dissuaderli e il giudice anche farà la sua parte, ma tutto in definitiva sembrerà di maniera, essi cioè sembreranno attori di una storia il cui finale è già scritto.

Chi come me ha avuto la disgrazia di vivere una simile esperienza, parla sapendo ciò che dice. Certo nessuno ti obbliga a compiere un passo simile, e le strutture sociali e la politica e la cultura non possono essere le uniche responsabili in una simile vicenda. Prima ancora c’è la famiglia, la sua assenza, la sua latitanza. Ma è pur certo, che quando accadde quello che accadde, gli effetti malefici di quella legge, di quel referendum, io che non avevo votato, me li presi tutti sulle spalle a distanza di pochi anni. Capitai nel momento in cui si voleva dimostrare che era giusto, facile e indolore. E così non ci fu nulla e nessuno che fermò la mia marcia trionfale verso la morte. Fu un successo di efficienza e coordinamento!

Ma non fu un trionfo della libertà, quanto piuttosto la sua definitiva scomparsa. Gli incidenti di percorso potevano essere risolti in maniera definitiva e apparentemente indolore. La vita non aveva più prezzo. Anzi aveva un prezzo basso, insulso e si poteva barattare ad ogni momento. Valeva così poco che se ne poteva pure fare a meno. Di quella altrui naturalmente, della vita dei nostri figli, mai della nostra.

Quello che sembrava progresso a parlarne sui giornali, nei salotti, a toccarlo con mano puzzava di morte, mandava in cancrena l’anima, e non c’era nessun pensiero, nessuna opinione capace di dimostrare il contrario. Solo la misericordia di Dio avrebbe potuto offrire una opportunità di salvezza in tanta devastazione.

Ecco a distanza di anni trovo la forza per ricordare questi eventi e mentre pubblicamente faccio ammenda della colpa di un tempo, trovo anche la forza e il coraggio di gridare ai legislatori di ieri e di oggi “Cosa avete fatto!” e lo faccio in un momento in cui imperversa ancor più la battaglia. Da ultimo allego anche un piccolo racconto scritto anni or sono, che è testimonianza autentica degli eventi accennati in questo post.  Alberico

 
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