CHIESA DOMESTICA
Nel luminoso corpo di Cristo, imperituro, nel farci sempre più simile a lui. O finire nel nulla o finire in braccio a Cristo. L’inferno è un cumulo di parole rancorose, inutili, inutilizzabili, vuote. L’inferno è essere disincarnati per sempre. Un nome gettato nella solitudine, abbandonato. Dio non voglia mai per nessuno.
Oppure l’approdo, la terra promessa. Messaggeri che vengono dal futuro ad informarci, con parole che danno vita, pace, serenità. Ricostituiremo noi stessi in Cristo, attingendo a lui, alla sua linfa. Abbiamo cominciato a farlo. E non è più presente, in Cristo tutto già è futuro, il tempo, futuribile, realizzabile. Deve venire e verrà, come cosa certa. Il tempo realizzabile è il tempo di Cristo, il tempo, che senza se e ma, si realizzerà, con fede incrollabile. Gesù è uno scatto in avanti, rispetto alla normale percezione temporale. E’ una direzione altra, diversa, che curva verso il cielo e si allontana in un baleno anni luce dalla terra.
Allora il Signore Dio disse al serpente: "Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".
Siamo davanti alla più eloquente prova di come la Parola può divenire Genesi Antropologica della condizione umana. Il Peccato Originale, l’aver avuto accesso alla Conoscenza del Bene e del male, è divenuto Antropologia, ovvero condizione iscritta nel DNA, sia spirituale sia fisico, dell’Umanità. La Parola e la Verità in Essa contenuta, se scelta o rifiutata, producono predisposizione, attitudine alla realtà conseguente alla scelta. Si diventa quel che si sceglie e si sceglie quel che si vuole diventare… Quindi la Parola diviene Indicazione e Occasione che ci viene data per vedere riqualificata, in noi, quella realtà che ci viene presentata o il suo esatto contrario… E così avvenne per l’Umanità quando Dio, dopo aver condannato l’Uomo la Donna e il Serpente, scacciò la prima coppia umana dal Paradiso Terrestre o dalla condizione che esso rappresentava. Poi, Adamo si unì ad Eva ed ella partorì un figlio maschio e lo chiamò Caino e poi
ancora partorì e nacque Abele… in essi vi era già iscritta geneticamente la scelta, il Bene e il male potevano divenire predominanti nell’uno o nell’altro in conseguenza del movimento che i desideri avrebbero orientato nella scelta… Si, perché si sceglie con il Desiderio ed è il Desiderio che, in noi, attiva la Genesi conseguente, che è presente in noi al punto che il male o il Bene sono in grado di fecondare i Desideri espressi e far maturare nel reale il frutto della nostra scelta. E questo sia a livello mentale, affettivo e fisico.
Ma cosa qualifica il Desiderio per farlo orientare verso il Bene o verso il male? E’ la considerazione del Possesso, presente nella dinamica del Peccato Originale, è l’Avere per Essere… Quando vogliamo per Essere si scatenano tutte le forze negative che sono in noi, mentre quando vogliamo Essere per Dare, ecco che le forze del Bene in noi orientano tutti i dinamismi d’Anima, Mentali, Affettivi e Fisici perché venga a prodursi il Bene attraverso il Divenire Bene per altri.
Va detto che tutti siamo schiavi della dinamica perversa del peccato e che la Salvezza operata da Cristo per tutta l’Umanità consiste nell’aver introdotto nell’Umanità il Verbo, ovvero Egli stesso che è… Amore che Vive per Essere Donato… Amore che E’ Amore che Dona Amore, e Lui si è Fatto Cibo per Essere Assimilato dall’Uomo e dalla Donna al punto da divenire capace, in Noi, di modificare Geneticamente la struttura del Pensiero dei Sentimenti e delle Azioni… Nutrirsi di Dio per Divenire Stirpe di Dio e la Genesi corrispondente a questa Scelta avviene per Assimilazione diretta… Non per nulla Gesù si è chiamato Pane della Vita e ha usato la stessa dinamica del mangiare presente nel peccato originale, perché come mangiando il frutto del peccato questo è entrato in noi, così mangiando il Corpo stesso di Gesù possiamo far entrare in Noi la Genesi del Bene… che è Dio Stesso!
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Gv 6,56
… Gv 6,58
E Che Gesù fosse della Stirpe dell’Uomo in Davide e della Stirpe della Donna in Maria è noto a tutti… Quindi noi possiamo decidere ed accogliere la Verità che la scelta della Vita impone… Divenire per Grazia Stirpe di Dio o lasciarci tentare dal divenire l’opposto: esseri in balia di un male che rifiuta l’Essere per Amare, che rifiuta Dio, la Sua Vita e l’appartenere a Lui.
E’ naturale che per un non credente esista solamente la prevenzione materiale, di quella spirituale non sa che farsene. Tanto più che quest’ultima contrasta con la precedente, annullandone i presunti benefici. Chi è convinto che per combattere l’AIDS in Africa, e negli altri continenti ci sia bisogno del preservativo, non riesce a capacitarsi del perché la Chiesa avversi l’unico valido strumento di prevenzione, ad oggi, nelle mani dell’uomo, per far fronte a questa malattia. Il problema viene affrontato nella sua fase finale, non si cerca di risalire a monte, alle sue possibili cause per tentare di curare alla radice. E’ un dato di fatto, afferma la vulgata più diffusa, esistono certe abitudini sessuali dell’uomo o della donna naturali o innaturali che siano, che a lungo andare possono portare a contrarre questa malattia. Ma non possiamo interrogare l’uomo dicendogli “Cosa stai facendo?” “Dove stai andando?” perché sarebbe un limitare la sua libertà, ci limitiamo a constatare che la situazione è questa e riempiamo il continente di profilattici. Quanti ne voleva mandare la Spagna di Zapatero? Ahahahahah permettetemi una risata liberatoria.
La Chiesa si preoccupa di applicare un altro tipo di prevenzione, la prevenzione contro il peccato, si carica sulle spalle il fardello di un oneroso privilegio (la fede gli è stata data perché altri potessero conoscere Cristo e la salvezza che da Lui proviene) e dice rendiamoci conto che questa malattia è conseguenza di abitudini sessuali improprie e che contraddicono quella che dovrebbe essere la normale relazione uomo donna, il fine per cui essi sono stati creati e per cui essi scelgono di unirsi per completarsi a vicenda: l’amore che genera, che da vita e non solo spirituale ma reale, concreta, in carne ed ossa. Ebbene tutto ciò è scomodo, terribilmente scomodo e fastidioso. Eppure dovremmo cominciare a renderci conto che la prevenzione spirituale dovrebbe essere tanto più necessaria di quella materiale. Spirito e materia hanno dato vita alla realtà umana, affinché possano armonizzarsi c’è bisogno che cada il loro dualismo e si raggiunga un nuovo equilibrio. E’ sul legno della croce che tutto ciò è accaduto e continua ad accadere, nell’offerta di sé che Gesù Cristo nostro Signore ha compiuto per noi. L’uomo nuovo nasce lì per quanto scandaloso possa apparire.
Chi è che ha bisogno di un esercito di ammalati spirituali da guarire? Non certo Cristo. E’ vero che è venuto per i peccatori ma ne avrebbe fatto volentieri a meno se le cose fossero andate diversamente. Non facciamoci trarre in inganno da Satana. Daccordo a Pasqua diciamo "O felix culpa, quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem! Ma ciò non significa che per meritarci ad ogni passo della nostra esistenza la Grazia, dobbiamo continuare a peccare. O che, più siamo peccatori, più siamo meritevoli di Grazia. Credere questo significa aggiungere masochismo e perversione alla nostra miserevole condizione di peccatori. Peccatori infatti non lo si diventa lo si è. Lo si è fin dalla nascita e non possiamo pensare che sia in nostro potere dirimere la questione del peccato, a seconda delle stagioni, quantitativamente e qualitativamente. Oggi ho fatto un peccatuccio, domani magari me ne scappa uno più grande ma poi quando viene il tempo di quaresima… Chi non è buono per Dio, per tutte le stagioni, non è buono neanche per gli uomini.
Caratteristica del peccatore è la sua inconsapevolezza, l’essere dentro una gabbia e non accorgersi del male che fa a se stesso e agli altri. Ora oggi, siamo arrivati al punto in cui il peccatore vorrebbe far passare la sua logica per legittima, imporre la sua capacità di modulare e gestire il peccato e questo è agghiacciante. Un vero e proprio delirio di onnipotenza. Che minaccia le fondamenta della Chiesa. Bisogna sempre guardarsi dal veleno del peccato che si insinua nella dottrina della fede e non confonderlo con la misericordia infinita a cui si è tenuti nei confronti del peccatore. Forse qualcuno vorrebbe che al posto degli ex voto ci fossero in chiesa targhe a ricordo dei peccati commessi? Non il ricordo della Grazia ricevuta ma quella dell’errore commesso? Non è dagli errori che si impara, si impara davvero quando abbiamo superato l’errore. Quando l’errore è alle nostre spalle e non c’è più niente o nessuno che ci spinga a ripeterlo.
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